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CAMPESINA
uno spettacolo filmico sull’eredità immateriale
di e con Maria Luisa Usai
Testi e video Maria Luisa Usai
Disegno Luci Francesca Zerilli
Coreografie Daria Greco
Supporto ai movimenti di scena Valentina Sansone
Produzione 369gradi
Con il sostegno di Island Connect (creative europe) e Sardegna Teatro
Residenza Istituto Italiano di Cultura di Parigi 2026
Un giorno un importante drammaturgo mi disse che ho un immaginario di origine contadina. Mio padre una volta mi ha detto che non ho ancora trovato marito perché non ho uno stipendio. Forse ha ragione sia il drammaturgo che mio padre.
Un’indagine familiare e poetica su accadimenti di un altro secolo, una ricerca di tracce immateriali e materiali all’interno di un’epopea di viaggi oceanici, prigioni, analfabetismo, terra e lingua madre. Una riflessione performativa e visuale sulle condizioni sociali di secoli diversi, sull’ereditarietà, sul migrare per breve o poco tempo. Un ibrido di teatro documentario e lecture performance che percorre rotte immaginarie tra Uruguay, Marsiglia, miniere algerine e paesi della Sardegna, alla ricerca di genealogie, e riflessioni politiche e poetiche su sottoproletariato, famiglia, classe e il mito del progresso. Tra i margini della storia, nelle parole dettate a voce, in ricordi e foto sbiadite è forse possibile trovare nuove e vecchie identità.
Dalle ricerche personali sull’esistenza di un nonno, mai conosciuto, nasce una performance che usa narrazione, video e farina 00 per raccontare il tempo del presente.
Foto Veronica Billi - Rocìo Esclava
per approfondimenti Link
video estratti 5 minuti
https://vimeo.com/1179521042?fl=ip&fe=ec
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The Last Fellow (7 min)
Progetto:Film Anno:2026 Titolo: L’ultimo borsista – Un film sulla fine di Villa Massimo Ideazione e direzione artistica:Benedikt Hartl Regia e fotografia:Maria Luisa Usai Sviluppo delle scene:Benedikt Hartl, Maria Luisa Usai Montaggio:Maria Luisa Usai Suono:Maria Luisa Usai Interprete:Benedikt Hartl Testo e voce fuori campo:Benedikt Hartl Luogo:Giardino di Villa Massimo, Roma Con il sostegno di:Villa Massimo, Roma; Commissario del Governo federale per la Cultura e i Media
Per un mese, l’artista e filmmaker italiana Maria Luisa Usai ha accompagnato Benedikt Hartl, vincitore del Premio Roma di Villa Massimo 2024/25, durante il suo soggiorno come borsista presso l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo. Dall’osservazione di questo anno reale è nato un film in cui documentazione e finzione diventano progressivamente indistinguibili.
L’ultimo borsistacomincia là dove qualcosa è già finito. I cancelli di Villa Massimo si aprono. Un uomo in abito argentato emerge nella luce, con una valigia in mano. Dice di essere l’ultimo borsista. Non è chiaro se gli altri artisti siano partiti, se l’istituzione abbia cessato di esistere o se sia scomparso il mondo umano stesso. La catastrofe non viene mai mostrata. Forse è già avvenuta. Forse sta accadendo proprio ora. Villa Massimo è ancora lì, ma la natura ha cominciato a riprendersela. L’erba invade i sentieri, le piante penetrano nell’architettura, gli insetti abitano le cortecce degli alberi e i pesci continuano a girare nella fontana. L’artista attraversa questo paesaggio come una reliquia della propria specie. Osserva, tende nastri tra gli alberi, costruisce spazi fragili, dorme, sale scale e guarda attraverso un binocolo un mondo nel quale la sua presenza appare sempre più insignificante. Quella che inizialmente sembra la storia dell’ultimo artista si trasforma progressivamente in una favola postumana sulla scomparsa dell’essere umano dal centro del mondo.
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Il rais oggi resta a casa (20 min)
Collettivo Giacinta
Maria Luisa Usai, Sara Basta, Miriam Goi
B/n, colore, super8, materiali d’archivio Cineteca Sarda, digitale.
Esito della residenza d’artista GIUDICESSE 2030
L’isola di San Pietro, isola minore di un’isola del mediterraneo, un luogo altamente turistico d’estate ed altamente legato ad antiche radici genovesi, ed influenze tunisine. Un angolo di Sardegna in cui è presente una comunità di donne che abita l’isola con indomito coraggio, curiosità verso l’altrove, e dedizione al lavoro come forma di autodeterminazione.
L’opera video è un dialogo audiovisivo tra immagini d’archivio, super8 contemporaneo, sguardo autoriale e pratiche partecipative. L’opera si articola attorno all'osservazione del rituale tipicamente maschile della “mattanza” dei tonni, per poi distogliere deliberatamente lo sguardo verso altre forme di relazione: quelle tra le figure femminili e il mare, in una sinfonia di alleanze,
paesaggi naturali e costruzione comunitaria.
GIUDICESSE 2030 è promosso dal Csc Carbonia-Iglesias Società Umanitaria, realizzato da uboot-lab, con il patrocinio del Comune di Carloforte e in collaborazione con Ottovolantesulcis ed è finanziato ai sensi della Legge regionale 28 dicembre 2018, n. 48, art. 11, comma 26 della Regione Autonoma Sardegna.
Menzione speciale Corti - Festival del Cinema del Reale e dell’Irreale di Corigliano D’otranto 2026
FIATO
3’, Italia, 2025
riprese, montaggio, testi Maria Luisa Usai
soundscape, montaggio suono e mix Alessandro Olla
si ringrazia Andrea Cocco
si ringrazia il progetto Island Connect II (Creative Europe) per le residenze artistiche in Croazia (Domino Project) e Tenerife (Laboratorios Artes Vivas)
Sinossi
Un dialogo impossibile tra il mare e l'umano, tra quesiti esistenziali e possibilità di altre vite. Le immagini di un archivio personale subacqueo diventano la materia visiva per interrogare sé e il mondo naturale. L'umano e il marino convivono, respirano insieme in una sinfonia di di suoni e visioni lo-fi, in una dimensione onirica dove sono possibili altre esistenze od eventuali rinascite. Una riflessione ad alta voce, un dialogo aperto con le onde che si infrangono incessantemente, in un gioco a bassa risoluzione con creature dalle sembianze acquatiche, donne, e mareggiate ad alto volume.
Recensione
3’, Italia, 2025
riprese, montaggio, testi Maria Luisa Usai
soundscape, montaggio suono e mix Alessandro Olla
si ringrazia Andrea Cocco
si ringrazia il progetto Island Connect II (Creative Europe) per le residenze artistiche in Croazia (Domino Project) e Tenerife (Laboratorios Artes Vivas)
Sinossi
Un dialogo impossibile tra il mare e l'umano, tra quesiti esistenziali e possibilità di altre vite. Le immagini di un archivio personale subacqueo diventano la materia visiva per interrogare sé e il mondo naturale. L'umano e il marino convivono, respirano insieme in una sinfonia di di suoni e visioni lo-fi, in una dimensione onirica dove sono possibili altre esistenze od eventuali rinascite. Una riflessione ad alta voce, un dialogo aperto con le onde che si infrangono incessantemente, in un gioco a bassa risoluzione con creature dalle sembianze acquatiche, donne, e mareggiate ad alto volume.
Recensione
SCREENINGS
Ethnofest - Athens Ethnographic Film Festival
Athens, Greece / november 2023
World premiere / Section: Filmic experiments in ethnographic films
Cagliari Essay Film Festival
Cagliari, Italy / December 2023
Il cinema invisibile di Elsa Morante
Alghero, Italy / April 2024
Festival D'Oodaaq
Rennes, France / May 2024
Free Aquila Festival
Rome, Italy / May 2024
ShorTS Trieste Short Film Festival
Trieste, Italy / July 2024
National Competition
Andaras Film Festival
Fluminimaggiore, Italy July 2024
Dieci Corti Italiani in giro per il mondo
Itinerant 2024
Il mondo salvato dalle ragazzine
short film (20 minuti)
Produzione e distribuzione Istituto Superiore Regionale Etnografico.
Progetto vincitore bando Avisa 2021 (Antropologia Visuale in Sardegna) dell’Isre.
Con il sostegno di Sardegna Film Commission e Asce Sardegna.
con Viola Manganelli, Matilda Pigliaru, Elisabetta Orani, Lana Sulejmanovic, Maria Sulejmanovic
special guest Sandra Sulejmanovic e Eduardo Becciu
regia e autrice Maria Luisa Usai
supervisione artistica Claudia Mollese
direttrice fotografia Laura Piras e Claudia Mollese
fonica Marcella Mancini
montaggio Lea Dicursi
assistente di produzione Francesca Panu
postproduzione suono Antonio GIannantonio
musiche originali Alessandro Olla
color correction Sebastiano Greco
Un gruppo di ragazze adolescenti alle prese con il potere rivoluzionario dell’immaginazione.
Uno scivolo ci porta nella vita e nell'immaginario di cinque ragazze adolescenti
nate a Sassari, in Sardegna, nel nord-ovest dell'isola.
In un'alternanza di strade cittadine e buchi neri dell'immaginazione si sviluppa un viaggio condiviso nella creazione di un film e nell’immersione nel reale.
Le ragazze vogliono salvare il mondo, non sappiamo se ci riusciranno o meno. Sappiamo solo che hanno dei superpoteri, che hanno qualcosa da dire e dei desideri imprevedibili.
Un docu-fantasy in cui i sogni, la fantasia e lo sgombero di un campo rom convivono nella stessa esperienza. La vita irrompe nel cinema e viceversa. Le protagoniste sono certe di avere girato un film fantasy, l'autrice pensa di aver realizzato un documentario.
L'adolescenza è sempre una battaglia e l'immaginazione è sempre rivoluzionaria.